A proposito di dimensioni…contano davvero?

12,14,16…qual’è la dimensione del pene necessaria a soddisfare una donna? Questa domanda tormenta da sempre migliaia di uomini.
Il pene infatti non è visto come mezzo per fecondare ma come strumento per dare e ricevere piacere. Fin dai tempi antichi le dimensioni del pene hanno sempre rappresentato la potenza virile e la forza maschia dell’uomo, e quindi coloro che hanno un pene piccolo e non ben formato sanno bene il senso di inadeguatezza ed impotenza che ne deriva. Già da bambini il pene è visto come un simbolo di forza, e la dismorfofobia peniena la dice lunga sulla vergogna e sul senso di competizione che i ragazzini hanno al momento della pubertà, quando iniziano a condividere gli spogliatoi durante l’attività sportiva. La crescita del pene si ferma ai 16-17 anni, però in realtà sappiamo che se correttamente stimolato il pene può acquisire ulteriore forza e centimetri anche in età adulta.

Infatti l’angoscia da pene piccolo non riguarda solo i giovani ragazzi ma anche gli uomini di età adulta, e si calcola che circa ventimila italiani ogni hanno agiscono per ingrandire o ingrossare il pene. Infatti per quanto riguarda i metodi di allungamento ne esistono moltissimi che vanno incontro alle più disparate esigenze: pillole, estensori, ginnastica naturale.

Lunghezza media del pene italiano

Quando sono stato in Erasmus, spesso mi è capitava di sentir dire che “gli italiani ce l’hanno più grande”, che sono superdotati e altre cose di questo genere. Che sia vero o no, è un dato di fatto che abbiamo questa nomea in giro per il mondo, e fa un certo effetto notare che effettivamente, quando diciamo ad una ragazza straniera che siamo italiani, si crea subito questa aspettativa nella loro mente. Glielo si legge letteralmente negli occhi, e chi è stato all’estero o ha avuto a che fare con ragazze straniere sa di cosa parlo.

Appurato questo dato di fatto, però, resta effettivamente il dubbio: si tratta solo di uno stereotipo o c’è qualcosa di più? E’ vero o no che la lunghezza media del pene è maggiore in Italia?

Difficile dare una risposta certa, ma ci ho provato lo stesso. Ho raccolto tutti i dati che sono riuscito a trovare e tutte le statistiche più attendibili. Vanno prese con le pinze perché non sono ancora stati effettuati studi sufficientemente dettagliati, ma sono pur sempre una buona base di partenza su cui costruire un’ipotesi.

Dapprima, analizzerò la relazione fra la propria etnia di appartenenza (bianca-caucasica, afro-americana, asiatica) e le dimensioni del pene; dopodiché presenterò alcune statistiche relative alle diverse nazionalità e infine uno studio realizzato esclusivamente sulle dimensioni degli italiani.

Etnia e dimensioni

Prima di parlare di nazionalità, è importante chiarire se c’è davvero una correlazione tra l’etnia e le dimensioni del pene. Si dice, ad esempio, che i neri abbiano il pene mediamente più grande dei bianchi e degli asiatici, ma si fa un grosso errore generalizzando in questo modo.

Perché? Beh, sembrerà strano, ma molti ignorano (o per superficialità o semplicemente perché non lo sanno) che il fatto di essere neri non significa appartenere ad un’etnia. Le tre grandi citate negli studi sulle dimensioni del pene sono sono: etnia caucasica, etnia afro-americana, etnia asiatica. E’ quindi, sulla base di questa tripartizione che presenterò i dati che seguono.

Secondo uno studio realizzato dal British Medical Journal, esiste effettivamente una differenza abbastanza marcata nelle dimensioni dei tre gruppi etnici. I risultati dello studio sono racchiusi nel grafico qui sotto, tratto dal sito internet del British Medical Journal.

E’ evidente, dunque, che gli appartenenti al gruppo etnico africano hanno effettivamente dimensioni superiori rispetto all’etnia caucasica (anche se non di molto, contrariamente alla leggenda popolare). L’etnia asiatica, invece, ha dimensioni di molto inferiori rispetto a quella afro-americana.

Nazionalità e dimensioni

Alcuni anni fa, il sito web “TargetMap” ha pubblicato una mappa molto interessante e discussa sulle dimensioni del pene di 115 diverse nazionalità di ogni parte del mondo. La mappa, in particolare,suddivide i paesi della terra in categorie diverse, ciascuna di esse associata ad un determinato colore a seconda della dimensioni medie della popolazione.

I risultati di questa suddivisione vanno presi con le pinze, perché sono stati ottenuti sia a partire da studi ufficiali che sulla base di dati privi di alcuna valenza scientifica. Si tratta, più che altro, di una schematizzazione molto approssimativa, il cui scopo è quello di dare un’idea generale e non fornire un quadro dettagliato.

Detto questo, mi limito a postare il grafico lasciando a voi le conclusioni.

Secondo queste statistiche (non molto affidabili, ripeto), i più dotati sarebbero gli abitanti del Congo con 17,93 cm, seguiti da quelli del Venezuela (17,77), della Colombia  (17,31), del Ghana (17,03) e dell’Ecuador (17,03). Gli italiani, invece, si attestano fra le prime posizioni in Europa con una lunghezza media di 15,74 centimetri.

Lunghezza Pene: uno studio specifico sugli italiani

Le considerazioni fatte qui sopra sono senza dubbio valide, e fanno riferimento (soprattutto quelle del British Medical Journal) a studi dotati di una certa credibilità in ambito scientifico. Tuttavia, ritengo che il contributo più interessante sia quello del Dipartimento di Urologia dell’Università di Firenze.

Gli studiosi hanno misurato la lunghezza e la circonferenza di 3300 giovani soldati prima allo stato flaccido e dopo tirando il pene il più possibile allo stato flaccido (un altro tipo misurazione spesso usata). Sono stati ottenuti i seguenti risultati:

– Lunghezza media in flaccidità: 9 cm

– Circonferenza media (a metà del pene): 10 cm

– Lunghezza media tirando il pene flaccido: 12,5 cm

Anche se non è stata misurata la lunghezza in erezione, questo studio dimostra in ogni caso che le dimensioni medie allo stato flaccido degli uomini italiani non sono superiori alla media europea come ci si aspetterebbe.

In attesa di studi sulla lunghezza in erezione, quindi, la leggenda dello “stallone italiano” (diffusissima, come detto, in tutto il mondo) trova una parziale smentita.

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